SPUNTI
DI STORIA 'PATAFISICA
Drammaturgo, commediante, pittore, compositore, poeta, narratore, praticante
di scherma e addetto a sparare ai vasi, bottiglie e persone: Alfred
Jarry, figlio di Anselme Jarry commerciante di tessuti e di Caroline
Quernest, nasce l1 8 settembre 1873 a Laval in Francia e muore
a Parigi nel 1907.
Fu uno scrittore molto precoce, già tra il 1885 e il 1888
giovane studente, aveva scritto varie commedie in versi e in prosa.
Frequenta la scuola secondaria ed é un allievo brillante,
nell1 anno 1889, Jarry elabora il personaggio che
Cyril Conolly definirà come il Babbo Natale dell1Era Atomica:
Padre Ubu "Ex monarca di Polonia e di Aragona
senonché Dottore in 'Patafisica". Ubu appare citato
per la prima volta nell1 Echo de Paris il 23 aprile del 1893, mentre
il suo autore frequenta i circoli di Mallarmé e di Marcel Schowb.
Padre Ubu é, senza dubbio, uno dei personaggi più
amati dai pittori e artisti del secolo XX, il suo ritratto fu realizzato
da Picasso, Bonnard, Dalì, Mirò, Baj,
Ernst, Hockney, Nash...
Il Collegio di 'Patafisica
fu fondato l' 11 maggio 1948 nel Quartiere Latino di Parigi durante
una riunione letteraria più o meno simultaneamente alla pubblicazione
delle opere complete di Alfred Jarry . Fu Maurice Saillet a enunciarne
la formula, in seguito il Collegio si diede degli Statuti, una Gerarchia,
un Ordine (quello della Grande Giduglia), un Calendario....
La storia conferma che, più di sessanta anni prima, la parola
"Patafisica" si estrasse dal corpo sproporzionato, straripante
e triste di un professore di Fisica chiamato Herbert, allora docente
al liceo di Rennes frequentato dall1 adolescente Jarry, che lo
scrittore ribattezzò per prima Père Ebé,
poi Père Ubu, che non avrebbe più conosciuto riposo.
Nel 1911, dopo la morte di Jarry, viene pubblicato "Gesta
e opinioni del Dr. Faustroll 'patafisico" romanzo neoscientifico
che definisce le fondamenta della Scienza. Da lì in poi
la 'Patafisica
sveglierà copiosi e risplendenti proseliti come Raymond Queneau,
Jean Ferry, Jacques Prévert, Max Ernst, Ionesco, Mirò,
Roger Shattuck, Boris Vian, Jean Dubuffet, René Clair, Marcel
Duchamp... e tanti altri.
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perche':
é ora che questo pensiero del novecento (la 'Patafisica), abbia
il suo posto nella nostra Storia dell1Arte.
- Pietro Bellasi diceva: "E' l'ultimo pensiero disponibile"...
perché ha le risorse che offre la satira, l'autoironia e gli
"UMORI".
Può forse essere un mezzo per raggiungere nuovamente l'osservatore/spettatore?
come:
come un grande corpo umano, un percorso negli organi (umori), proposto
dall1allestimento. Una mostra di piacevole approccio, in modo che la
fantasia e l1immaginario siano di facile godimento.
chi:
i due curatori lavorano all1interno del pensiero patafisico da circa
quindici anni; Tania Lorandi é una e delle massime Autorità
italiane del settore
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CONTATTI:
Collage
DE 'PATAPHYSIQUE
Tania Lorandi
Via
degli Ulivi, 5
24065 LOVERE (BG)
Tel: 035 98 33 19 - Cell: 349 35 65 508
tania.lorandi@libero.it
Associazione
Culturale ReArte
Andrea Alberti
Vicolo Lungo, 13
25121 BRESCIA
Cell: 347.3802334
info@rearte.org
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LA
MOSTRA
A cosa si riferisce il titolo:
DALLA 'PATAFISICA ALL' APATAFISICA
(ontogenesi patafisica e interpretazione degli umori)
-
1 - alla Scienza Patafisica
- 2 - alla comicità
- 3 - agli organi del Corpo Patafisico
-
1 - Vorrei che ciò che riguarda la Scienza fosse
introdotto da Enrico Baj, pittore Italiano, grandissimo
Maestro, attivo sostenitore della 'Patafisica in Italia, che l'
8 marzo 1963 fonda con la partecipazione di Raymond Queneau, l1Istitutum
Patafisicum Mediolanense del quale è stato, fino alla sua morte,
"Imperatore Analogico".
Nel suo libro "Che cos1è la patafisica" ci dice:
- "La scienza consiste nella confusione delle certezze"
L'uomo che non ha dubbi non ha neppure certezze. Il dubbio, questo conflitto
interiore, quel TIC-TAC dell1orologio che ci riporta inesorabilmente
al tempo e alla sua relatività o al passo dell1uomo che è
fatto da un appoggio ritmico da sinistra a destra, è il motore
dell1evoluzione, è ciò che produce la progressione in
opposizione all1immobilità.
Viaggio che sta esattamente tra la 'Patafisica e l'Apatafisica e che
i suoi cultori (gli artisti invitati) tenteranno di farci vivere.
-
2 - Sarà Rabelais a condurci verso il secondo punto,
pilastro portante della mostra. Come l1autore noi sosteniamo che: -
"Mieux vaut de ris que de larmes écrire"
(Meglio scrivere di sorrisi che di lacrime). In occasione di questa
mostra vorremmo vedere artisti che non si prendono troppo sul serio,
che sanno usare l1autoironia per difendersi dalle falsità, parleranno
con anacronismo e uno spiccato senso dell1assurdo delle loro verità.
E se come dice Pietro Bellasi la patafisica è: - "L'ultimo
pensiero disponibile"
possiamo presumere che gli altri siano esauriti, malati di depressione,
stress o altre malattie del secolo. E chi sà che la derisione
e la comicità, l'allegria e i "buoni umori" generati
dai paradossi non consentano al pubblico di varcare i sipari chiusi
dai tempi odierni tra loro e l1arte contemporanea, ora più che
mai così ermetica. Loro che forse ancora s1aspettano di vedere
nell1opera una magia, una rivoluzione di idee, il big bang che l1immaginario
artistico dovrebbe suscitare.
Agli artisti invitati alla mostra verrà imposta una regola: che
sia fatta secondo la volontà dell'umorismo. E chi sa che sdrammatizzando
l1orrore, con un colpo di bacchetta l' "illusionist(a)rtista" riesca
a dare una nuova vampata di energia e delle soluzioni immaginarie tanto
attese.
-
3 - Il "corpo"é un contenitore, una forma,
i contorni che delimitano gli 3umori2. Il Collegio di 'Patafisica é
un corpo, ogni Istituto lo é.
La chiesa é un corpo e ridaremo alla Sala SS Filippo e Giacomo
questo suo antico involucro. Per l1occasione ogni artista identificherà
il proprio lavoro a un organo (un umore) che calzerà per rappresentare
il suo teatro; il suo mondo interiore.
L' allestimento terrà conto di questo e lo spazio mostra diventerà
per lo spettatore un corpo da indagare, da esplorare, da questionare
e che darà risposte:
le "interpretazioni degli umori" appunto!
Sarà una mostra che si vuole interattiva un luogo dove il pubblico,
anche i più piccoli, potranno sperimentare opere in parte messe
a loro disposizione.
Tania Lorandi
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